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L'Unione Europea critica Israele per le nuove colonie

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L'Unione Europea critica Israele per le nuove colonie

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La costruzione di nuove colonie in Israele suscita le proteste dell’Unione europea. Bruxelles ha convocato l’ambasciatore israeliano per esprimere la propria contrarietà. L’Italia ha compiuto lo stesso passo diplomatico.

Intanto, Benjamin Netanyahu, in viaggio in Europa, visita la Repubblica Ceca, unico paese dell’Unione che ha votato contro l’ammissione della Palestina all’Onu, e la Germania, che si è astenuta. Il premier israeliano nega che, con le ultime decisioni, il suo Paese stia chiudendo la porta al negoziato.

“Perché la pace sia duratura – afferma Netanyahu – occorre che sia difendibile. Nessun’altra pace potrebbe sopravvivere in Medio oriente. Noi rimaniamo disponibili a un accordo tra noi e i nostri vicini palestinesi.”

Ma il negoziatore palestinese Saeb Erekat ribadisce che la realizzazione dei nuovi insediamenti metterebbe fine al processo di pace.

Il presidente dell’ANP Mahmoud Abbas definisce il progetto una “linea rossa” da non superare. Abbas dichiara che queste colonie non sono illegali solo perché frammentano il territorio palestinese, ma per il fatto stesso di essere nuovi insediamenti e assicura che la Palestina ricorrerà legalmente contro di esse.

Il piano prevede la costruzione delle colonie su un territorio palestinese occupato, che Israele intende rivendicare durante gli eventuali colloqui di pace.