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"Picchiati e rispediti in Italia". I No-Tav sulle proteste a Lione

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"Picchiati e rispediti in Italia". I No-Tav sulle proteste a Lione

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Fermati alla frontiera per quasi 10 ore e poi circondati e caricati dalla polizia all’arrivo a Lione.

E’ un’odissea quella raccontata da circa 600 No-Tav italiani, accolti nella città francese da lacrimogeni e manganellate, prima di essere caricati sui pullman guidati dagli stessi agenti e rispediti in Italia.

Obiettivo era quello di unirsi ai manifestanti francesi.

“La Tav è un progetto inutile, controproducente, che costerà 24 miliardi di euro soltanto in infrastrutture – dice una di loro -. Perché, in tempi di crisi, non utilizzare altrimenti il denaro pubblico? E’ una domanda che tutti i cittadini attenti hanno il diritto di porsi”.

Organizzate in occasione del vertice che proprio a Lione Monti e Hollande hanno dedicato alla linea d’alta velocità fra Torino e la città francese, le contestazioni erano iniziate pacificamente, fra canti e striscioni.