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Slovenia: proteste e scontri a 48 ore dalle Presidenziali

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Slovenia: proteste e scontri a 48 ore dalle Presidenziali

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No ai tagli e alla corruzione: lo hanno urlato migliaia di persone a Lubiana e in altre città slovene, a due giorni dalle elezioni presidenziali.

Il Paese, che era quello con la maggior ricchezza pro capite nell’area euro, quando vi entrò nel 2007, è ora in recessione: la sua economia dipende troppo dall’export ed è stata colpita in pieno dalla crisi globale.

La disoccupazione, a livelli endemici fino a poco fa, ora è oltre l’undici e mezzo per cento. E il governo sta andando di tagli in tagli, di manovra in manovra. La tensione in piazza si è vista a Lubiana, dove si è registrato qualche scontro.

Passa in secondo piano l’elezione del presidente, con due milioni di cittadini chiamati di nuovo alle urne – si tratta del secondo turno – per scegliere tra due candidati di centro-sinistra: il presidente uscente, Danilo Turk, e l’ex premier Borut Pahor, in netto vantaggio secondo i sondaggi.