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Israele annuncia nuovi insediamenti, critiche da USA

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Israele annuncia nuovi insediamenti, critiche da USA

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Erano passate appena poche ora dal voto con cui l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite accettava la Palestina come Stato osservatore.

Poche ore, e già Washington doveva bacchettare Israele, dopo aver fatto altrettanto con i palestinesi per la spallata che hanno dato all’ONU.

Tel Aviv annunciava la costruzione di tremila nuovi alloggi nelle colonie israeliane della West Bank e di Gerusalemme Est. E l’espansione delle colonie è sempre stata uno dei nodi in qualunque negoziato di pace:

“Noi riteniamo che sia nostro diritto scegliere la nostra capitale e decidere cosa e dove costruire, e dovete capire che questre costruzioni oggi nelle nostre colonie fanno parte della nostra visione della sicurezza”, ha detto il Ministro degli Esteri israeliano Avigdor Liebermann, impegnato in una conferenza negli States alla quale partecipava anche il Segretario di Stato americano, Hillary Clinton:

“Il Presidente Abbas ha fatto un passo in una direzione sbagliata, questa settimana. Ci siamo opposti alla sua risoluzione, ma dobbiamo anche riconoscere che l’Autorità palestinese in Cisgiordania continua ad offrire la migliore alternativa ai razzi e alla resistenza permanente. Quindi, e in particolare riguardo alla decisione israeliana di oggi, lasciatemi ribadire che questa amministrazione, come altre che l’hanno preceduta, è stata molto chiara con Israele: queste attività rappresentano un passo falso sulla via del dialogo”.

Israele ha anche annunciato l’avvio della progettazione per un ulteriore insediamento vicino a Gerusalemme Est: in un’area che, secondo alcuni analisti israeliani, taglierebbe i territori palestinesi e comporterebe la fine del progetto dei due Stati.