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Rabbia e timori in Israele dopo il voto sulla Palestina all'Onu

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Rabbia e timori in Israele dopo il voto sulla Palestina all'Onu

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Gli israeliani più che delusi dal voto all’Onu sulla Palestina, ormai promosso a stato osservatore. I giornali parlano di disfatta politica per il governo Netanyahu.

All’indomani del voto all’Onu, gli israeliani si svegliano con i postumi di una sbronza. Da Gerusalemme alle colonie della Cisgiordania, si innalza un coro di critiche contro il certificato di nasciata della Palestina come stato osservatore alle Nazioni unite:

“I palestinesi, se sottomettessero al voto al palazzo di vetro il fatto che la luna è fatta di groviera, otterrebbero la maggioranza. Quindi questo voto non significa nulla, a parte che viene rimandata indietro la possibilità di arrivare alla pace”.

Le prese di posizione più aspre giungono dalle colonie ebraiche in Cisgiordania, che in qualche modo si sentono minacciate. Qui siamo a Efrat:

“È una ricompensa per il terrorismo. È un regalo, è un altro passo verso quello che stanno cercando di fare e cioè di eliminare Israele poco a poco. Hanno un unico obiettivo che è quello di distruggere lo stato israeliano, riprendendosi quello che pretendono essere di loro proprietà”.

“Sarà uno svantaggio per Israele perché in futuro porteranno dei casi in tribunale, forse contro le colonie”.

La stampa israeliana parla di disfatta politica per il governo Netanyahu, focalizzandosi sul voto in Europa, maggioritariamente a favore dei palestinesi. I commentatori più radicali suggeriscono la fuoriuscita di Israele dall’Onu, in segno di protesta.