ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Palestina: i festeggiamenti in Cisgiordania, ma anche a Gaza

Lettura in corso:

Palestina: i festeggiamenti in Cisgiordania, ma anche a Gaza

Dimensioni di testo Aa Aa

Il discorso di Mahmoud Abbas, e poi il momento del voto: a Ramallah e nelle altre località palestinesi tutto era fermo, gruppi di persone si affollavano intorno ai televisori, e la folla davanti ai mega-schermi allestiti per l’occasione.

La gioia è esplosa non appena si è capito che sì, la Palestina per le Nazioni Unite è davvero uno Stato: non membro, solo osservatore, ma Stato.

“Sono così orgogliosa, in quanto palestinese, sono fiera di questo presidente che mi rappresenta, ha rappresentato i nostri sogni in un modo eccezionale”

A Ramallah c’erano bandiere ovunque, esposte sin dall’alba, e poi gigantografie del defunto leader Yasser Arafat e di Mahmoud Abbas.

Jenin, Nablus, Hebron: la folla è esplosa ovunque. Spinta anche dalle notizie che arrivavano dopo il voto, sul sostegno di molti Paesi occidentali, soprattutto europei.

A Betlemme, le immagini del discorso e del voto sono state proiettate sul muro di cemento che separa i territori da Israele.

“Oggi, grazie a Dio, celebriamo la vittoria di una Palestina che è finalmente sulla mappa mondiale, un Paese come ogni altro Paese”

Straordinaria la festa a Gaza, dove il centro è stato attraversato da un rumoroso corteo di auto ricoperte di ritratti di Mahmoud Abbas:

“È un momento storico. Deve essere scritto nella storia che hanno riconosciuto lo Stato palestinese. Il 29 novembre è una data storica di cui siamo orgogliosi”.

Hamas ha riconosciuto il successo di Mahmoud Abbas, suo rivale: l’ha definita una vittoria unitaria, e ha consentito ai sostenitori di Abbas di sfilare celebrando il leader, oltre che il momento.