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Dopo il voto all'Onu la gioia palestines e i dubbi di Washington

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Dopo il voto all'Onu la gioia palestines e i dubbi di Washington

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In una giornata che sarà ricordatala Palestina diventa ‘‘Stato osservatore’‘ non membro dell’Onu.

Lo fa 65 anni dopo il voto sulla spartizione della Terra Santa in due Stat, il 29 novembre del 1947. L’Assemblea generale delle Nazioni Unite approva con 138 voti su 193 la risoluzione che il presidente dell’Anp Abu Mazen che i vertici dell’Autorita’ nazionale palestinese considerano solo un primo passo verso la nascita di un vero e proprio Stato e verso il riconoscimento della Palestina come Paese membro a pieno titolo delle Nazioni Unite.

Qualcosa di più di un atto simbolico per questo la gioia nei territori. A fronte del nuovo status, la Palestina potrebbe fra l’altro portare Israele davanti al tribunale penale internazionale per le colonie, per le operazioni militari e per gli omicidi mirati.

“Credo che la nostra vita cambierà perché ora so che i soldati israeliani non potranno venire nella mia città e occuparla sebbene non siamo ancora uno stato” dice una ragazza palestinese.
Aggiunge un abitante di un campo profughi palestinese: “Questo è quello che tutti i nostri morti, i martiri e i prigionieri si sono augurati. Oggi abbiamo uno stato palestinese abbiamo il diritto di resistere e di combattere per la terra palestinese”.

Il sì alla Palestina però consegna alla storia un mondo occidentale diviso: con gli Stati Uniti al fianco di Israele nel dire no e i Paesi europei in ordine sparso, la soluzione del conflitto è più lontana che mai.