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Ocse alla Spagna: ripresa sarà lenta, servono riforme

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Ocse alla Spagna: ripresa sarà lenta, servono riforme

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Non ci sono scorciatoie, “la possibilità di ripresa in tempi brevi, in Spagna, è remota”, perché “l’economia è in recessione”. A dirlo è l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico che, nel rapporto presentato giovedì a Madrid, chiede al governo iberico misure concrete. Il segretario generale Angel Gurría invoca innanzitutto maggiore flessibilità per il mercato del lavoro: “Non si tratta di degradare i diritti dei lavoratori. Non si tratta di privarli di essi o rinegoziare rivendicazioni già ottenute. Si tratta semplicemente di stimolare il mercato per creare lavoro”.

Una vera urgenza per il Paese, che ha un indice di disoccupazione record: il 25%. Nel 2012 la contrazione del Pil spagnolo sarà dell’1,3%. Dopo un’ulteriore calo l’anno prossimo, una prima, timida ripresa si avrà forse solo nel 2014. Infine, il deficit di bilancio, che dall’8,1% di quest’anno dovrà scendere al 6,3.

Ma è il dissesto del sistema bancario, per l’Ocse, il problema principale. Luis de Guindos, ministro delle finanze spagnolo, rivendica quanto fatto finora: “Abbiamo messo in atto processi di consolidamento, ristrutturazione e ricapitalizzazione importanti. E crediamo che avremo, nei prossimi mesi, nei prossimi trimestri, un settore finanziario che faccia quello che deve fare, cioè essere a disposizione dell’economia reale”.

Nei giorni scorsi la Commissione Europea ha dato il via libera ai fondi per il risanamento bancario. Ma potrebbe non bastare, per cui l’Ocse chiude con un appello: i partner europei si dichiarino disponibili a fornire aiuto diretto alla Spagna.