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"Inneggiano a rivolta", Mosca censura 4 video delle Pussy Riot

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"Inneggiano a rivolta", Mosca censura 4 video delle Pussy Riot

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Le Pussy Riot inneggiano alla rivolta. Con questa motivazione un tribunale di Mosca ha ordinato di oscurare dalla rete quattro video del gruppo punk rock il cui contenuto è stato definito “estremista”.

Tra i video, ovviamente, la performance nella cattedrale di Cristo Salvatore, dove le ragazze hanno intonato la nota preghiera anti Putin, per la quale due di loro sono state condannate a due anni
in un campo di prigionia.

Per ora YouTube non ha ancora confermato che bloccherà i filmati, ma l’azienda dovrà prendere una decisione al più presto, perché violano la legge russa.

Yekaterina Samutsevich, la componente delle Pussy Riot che è riuscita a scampare al carcere cambiando strategia difensiva, ha annunciato di voler contestare il verdetto.

“Si tratta chiaramente di una censura – ha detto la
Samutsevich – La censura dell’arte e della cultura, della cultura della protesta che è molto importante in qualsiasi paese, figuriamoci per la Russia”.

Il presidente del tribunale – riporta un’agenzia di stampa russa – ha emesso la sua decisione senza guardare i video, limitandosi a controllare le fotografie fornite dal pubblico ministero.