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UE: sì al salvataggio delle banche spagnole

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UE: sì al salvataggio delle banche spagnole

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Le banche spagnole verranno salvate, ma a caro prezzo. La Commissione Europea ha approvato lo stanziamento della prima tranche di aiuti dal fondo di salvataggio permanente. La decisione, dopo la nazionalizzazione degli istituti da parte di Madrid, metterà così in moto il più grande salvataggio del settore dall’inizio della crisi nel 2007.

Soddisfatto il commissario europeo alla concorrenza, lo spagnolo Almunia: “La Commissione Europea ha approvato stamane i piani di ristrutturazione di quattro banche spagnole. L’importo totale è di 37 miliardi di euro. Ciò significa che queste banche potranno tornare a operare nel medio e lungo termine senza più bisogno di aiuti pubblici”.

Dei 37 miliardi di euro, 18 andranno a Bankia, la più grande delle quattro. Catalunya Banc e
Novagalicia riceveranno rispettivamente 9 miliardi e 5 miliardi e mezzo per sanare i propri conti, mentre Banco de Valencia otterrà 4 miliardi e mezzo di euro.

“Da una parte significa stabilizzare il Paese. dall’altra – dice questo analista – intervenire solo sulle banche non sarà abbastanza, perché il problema più grande in questo momento è la recessione, la mancanza di crescita economica”.

Un salvataggio che, però, arriva a condizioni durissime: gli istituti dovranno tagliare i propri bilanci del 60% nei prossimi 5 anni e Bankia ha già annunciato che lascerà a casa circa 6mila persone.

La più piccola, Banco de Valencia, sarà assorbita da Caixa, terzo istituto del Paese, per la cifra simbolica di 1 euro.

E a perderci saranno anche i risparmiatori: la Commissione Europea ha stimato infatti il costo delle ristrutturazioni per i detentori di obbligazioni a 10 miliardi di euro.