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Riprendono i negoziati sulla politica agricola, allarme occupazione

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Riprendono i negoziati sulla politica agricola, allarme occupazione

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Una politica agricola con meno fondi ma piu’ equa, è il tema della riunione dei ministri dell’agricoltura a Bruxelles. La proposta di tagliare i finanziamenti di questo settore nel prossimo bilancio non piace ad alcuni paesi come la Spagna che vogliono preservare i sussidi.

“Sono ottimista, perché abbiamo una forte alleanza con paesi importanti in agricoltura come la Francia, e con l’Irlanda che avrà la presidenza europea nei prossimi mesi- spiega il ministro spagnolo Miguel Arias Cañete. Vogliamo aumentare le alleanze. Abbiamo un altro alleato, il Parlamento europeo, che sta chiedendo fondi a sufficienza altrimenti la riforma agricola non sarebbe giustificata”

Per piccoli agricoltori come Irmi Salzer che produce verdura biologica al confine tra l’Austria e l’Ungheria, la priorità è di tutelare i piccoli contadini e non solo la grande l’industria agraria.

“Sappiamo che l’80% dei fondi va al 20% degli agricoltori e viceversa. Non è giusto. Sono i piccoli produttori che garantiscono l’esistenza delle aree rurali, che fa si’ che queste zone siano popolate. E’ importante quindi una equa distribuizione dei sussidi agricoli. Anche con meno soldi possiamo fare buone cose”.

L’ultima proposta di bilancio pluriennale prevede un taglio dell’undici percento dei fondi agricoli. Il settore lancia l’allarme. Secondo la lobby dei piccoli produttori, l’Unione europea ha perso il 20% di agricoltori negli ultimi otto anni.