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Il Portogallo approva il bilancio 2013 all'insegna del rigore

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Il Portogallo approva il bilancio 2013 all'insegna del rigore

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Lisbona approva definitivamente la manovra di bilancio 2013.

Il governo di destra di Pedro Passos Coelho punta a recuperare più di 5 miliardi di euro, principalmente con un aumento delle tasse, senza precedenti negli ultimi quarant’anni, e altri tagli alle pensioni e alla sanità.

L’opposizione ha votato contro e minaccia di ricorrere al Consiglio costituzionale, mentre davanti al parlamento andava in scena la protesta:

“I miei carnefici sono il primo ministro e il ministro delle Finanze che mi stanno uccidendo poco a poco”, ha detto una manifestante, “se il bilancio è approvato noi moriremo di fame quest’anno. È la prima volta che partecipo a una protesta”.

“Per quanto il primo ministro dica che siamo sulla buona strada”, commenta il segretario generale del sindacato CGTP, “tutti, anche all’interno del suo partito, vedono già che questa è la maniera sbagliata”.

In cambio del salvataggio internazionale, il Portogallo deve ridurre il deficit al 4,5 per cento del Pil nel 2013 e sotto il 3 per cento l’anno successivo.

Il prezzo è un’austerità severa che promette un terzo anno di recessione e gravi tensioni sociali.

Ma il ministro delle Finanze Vitor Gaspar promette: l’economia tornerà a crescere nel 2014.