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Egitto, retromarcia di Morsi, ma la piazza non cede

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Egitto, retromarcia di Morsi, ma la piazza non cede

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Il tentativo fatto in extremis dal presidente egiziano Morsi di ridurre alle sole questioni di sovranità l’insindacabilità dei suoi decreti, non calma Piazza Tahrir.

Per oggi si attende una nuova grande manifestazione, che vedrà confluire nella piazza diversi cortei partiti da altrettanti quartieri della capitale.

E sono in pochi coloro che non temono una ripresa delle violenze.

“Morsi sta cercando un modo per calmare la gente ma non ha ancora capito che il potere della rivoluzione è ancora in Piazza Tahrir. E la rivoluzione non lascerà la piazza fino a quando non avrà raggiunto i suoi scopi”.

“La riforma costituzionale porterà l’Egitto alla guerra civile. Il presidente ha adottato un decreto che non è stato studiato con cura, e lo ha fatto senza ascoltare i pareri degli altri poteri nazionali”.

Preoccupazione per la tensione in atto è stata espressa da un portavoce della Casa Bianca, che ha invitato le parti a rinunciare all’uso della forza e a risolvere le divergenze in forma pacifica.