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Egitto: Morsi smorza i toni sul decreto che lo rafforza

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Egitto: Morsi smorza i toni sul decreto che lo rafforza

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Il presidente egiziano Mohamed Morsi va al compromesso con i giudici che lo contestano: il decreto che lo rafforza e lo svincola dal controllo della magistratura resta. Ma è temporaneo e si applicherà solo alle questioni di sovranità.

Non è detto che questo basti a disinnescare la protesta, con il paese diviso in due che si affronta in piazza.

“La dichiarazione costituzionale”, dice un egiziano, “è una negazione delle autorità giudiziarie. I giudici, gli avvocati, tutte le persone e tutti i movimenti politici sono contrari a questa decisione”.

“Chiediamo al presidente di annullare il decreto”, aggiunge un altro residente, “se non lo fa, continueremo la nostra protesta fino a quando non lascerà il potere. Vorremmo ricordargli che ci abbiamo messo solo 18 giorni per dimettere Mubarak, con Morsi possiamo farlo in molto meno”.

Si sono svolti intanto i funerali delle due vittime degli scontri: a Damanhour, nel Delta del Nilo, sfila la bara di un quindicenne, simpatizzante dei fratelli Musulmani. A piazza Tahrir quella di un ragazzo di 17 anni che partecipò alla proteste del 2011.

Per evitare violenze, i Fratelli musulmani hanno rinviato la manifestazione di questo martedì. Mantenuta invece quella dell’opposizione.

“Piazza Tahrir, cuore della rivoluzione egiziana che ha rovesciato il regime di Mubarak, si mobilita di nuovo come il 25 gennaio”, commenta dal Cairo
Mohammed Shaikhibrahim di euronews, “I nomi dei leader sono cambiati ma gli slogan sono gli stessi, per una rivoluzione che sembra non aver ancora raggiunto i suoi obiettivi”.