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Il voto catalano tra voglia di libertà e malcontento sociale

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Il voto catalano tra voglia di libertà e malcontento sociale

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Indipendenza sì, indipendenza no. È il grande spartiacque che fa posizionare i politici catalani, insieme alle questioni spinose aperte, come disoccupazione e sfratti.

Sull’onda della crisi, sol onel primo trimestre del 2012 sono oltre 7 mila le procedure di sfratto in Catalogna.

“In quasi quattro anni i partiti al governo non hanno fatto nulla se non salvare le istituzioni finanziarie”, commenta la catalana Ada Colau, “Anche se in ritardo, dobbiamo reagire con urgenza”.

Altra emergenza da affrontare velocemente: la disoccupazione. A livello nazionale, un attivo su 4 è senza lavoro. Colpiti in particolare i giovani: uno su due è disoccupato.

«Personalmente”, aggiunge Mireia Donés, “credo che con una maggiore libertà e indipendenza della Catalogna non si potrà più dare la colpa al governo centrale di non attuare politiche per il lavoro e non creare posti di lavoro”.

Due questioni calde che pesano sul voto, in quelle che il presidente uscente e candidato definisce le elezioni più decisive della storia catalana.

“I catalani decidono il loro futuro alle urne in pieno dibattito per l’indipendenza”, commenta da Barcellona Francisco Fuentes di euronews, “Nello stesso tempo, l’austerità applicata rigorosamente in Catalogna può fare di questa giornata l’occasione per esprimere il malcontento”.