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Egitto, esplode la rabbia contro Morsi

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Egitto, esplode la rabbia contro Morsi

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Si spacca piazza Tahrir, l’anima della rivoluzione egiziana torna a infiammarsi contro il decreto
con il quale Morsi aumenta i suoi poteri.
Cinque giorni di scontri, in concomitanza con la celebrazione del primo anniversario della protesta che ha portato alla morte di 49 persone. “Morsi
come Mubarak’‘ gridano alcuni oppositori.

“Sono venuto qui perché ho votato per Morsi – dice un manifestante – ma non ha fatto nulla di positivo. Noi pensavamo che fosse migliore del primo ministro di Moubarak, Ahmed Shafiq, e che avrebbe fatto qualcosa.”

15mila i dimostranti che si sono riuniti a Piazza Tahrir: la polizia ha sparato lacrimogeni in un viale di accesso. A essere contestato è l’indebolimento
dei poteri della magistratura e dell’assemblea costituente.

Ad Alessandria la protesta sfocia in violenza, i manifestanti hanno assaltato la sede di Giustizia e Libertà, il braccio politico del partito di Morsi.

“Siamo sulla strada della libertà e democrazia”:
così il presidente, parlando al Cairo, difende il decreto davanti ai suoi sostenitori.

Preoccupazione è stata espressa dall’Organizzazione
delle Nazioni Unite per questa concentrazione eccessiva di poteri nelle mani di Morsi.