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Catalogna al voto, tra giochi sporchi e voglia d'indipendenza

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Catalogna al voto, tra giochi sporchi e voglia d'indipendenza

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Quattro milioni e mezzo di catalani sono chiamati alle urne per rinnovare il Parlamento regionale. Un voto cruciale, in una fase in cui la Catalogna alimenta le proprie aspirazioni indipendentiste e il conflitto con Madrid si gonfia a vista d’occhio, alimentato anche dalle polemiche sul dossier fantasma che accuserebbe il presidente catalano Mas di avere fondi in Svizzera. Menzionato da un quotidiano vicino al partito di governo a Madrid, il dossier in realtà non sembra esistere.

Mas ha chiuso la campagna di Convergencia y Unió rilanciando il tema dell’indipendenza:

“Stiamo per decidere la nostra auto-determinazione, la nostra libertà e spero il nostro Stato tra le nazioni libere d’Europa e del resto del mondo. Questa decisione, e su questo mi impegno, la prenderanno i catalani durante i prossimi quattro anni”

Autonomista da sempre, indipendentista da poco, il partito conservatore di Artur Mas è dato per vincitore, ma non con la maggioranza assoluta: sul tema del referendum per l’indipendenza è però probabile che trovi l’appoggio dell’ERC, indipendentista di sinistra.