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Purga ai vertici militari congolesi: vendevano armi ai ribelli

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Purga ai vertici militari congolesi: vendevano armi ai ribelli

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Il presidente congolese Kabila sospende il capo dell’esercito e mette sotto inchiesta diversi militari.

Stando a un rapporto delle Nazioni Unite, avrebbero venduto armi ai ribelli dell’M23, che martedì hanno conquistato Goma, nell’est del paese.

E non intendono ritirarsi, malgrado l’appello dei leader africani: vogliono prima l’apertura del dialogo.

Dal canto suo, il governo afferma di aver ripreso il controllo di Sake, al confine con il Ruanda, paese che secondo l’Onu fomenterebbe con l’Uganda la ribellione congolese.

Giovedì, le proteste di piazza a Kinshasa contro l’esecutivo:

“Ho visto una certa passività nel nostro governo, perché doveva riformare l’esercito tanto tempo fa, quando c’erano delle minacce”, afferma un residente, Samuel Myoco “Bisognava ristrutturare l’esercito in vista di un eventuale attacco”.

“Anche qui a Kinshasa ci sono persone che sostengono l’M23”, dice il commerciante Ngana Kana, “perché non siamo uniti, noi congolesi”.

Oltre all’inerzia del governo, il principale responsabile dei disordini nell’est è, secondo i partiti dell’opposizione, il presidente Joseph Kabila, rieletto lo scorso anno con un voto in odore di brogli.

La popolazione intanto fugge dalla zona, ambita e contesa da vent’anni per le importanti risorse minerarie e agricole.