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Catalogna: a Califfa la rivolta fiscale contro Madrid

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Catalogna: a Califfa la rivolta fiscale contro Madrid

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C‘è un villaggio in Catalogna dove il progetto
secessionista del presidente uscente, Artur Mas, è già realtà. Dalle parole ai fatti: Gallifa ha smesso di pagare le tasse allo Stato centrale.

A dare la spinta sono i dati ecomonici, spiega il sindaco Jordi Fornas: “Gli effetti non si sono ancora visti perché il governo catalano ha dovuto trasferire a Madrid i soldi che noi avevamo versato. Ma se altri governi locali, altre istituzioni, imprese, facessero la stessa cosa, le casse della Catalogna sarebbero piene e nel momento in cui faremo l’ultimo passo verso l’indipendenza, avremmo abbastanza risorse. Noi
difendiamo la cultura e i diritti della Catalogna, la nostra crisi è legata alla Spagna.”

In questa regione che si prepara al voto di domenica per il rinnovo del Parlamento autonomo, un cittadino su due è per l’indipendenza. Una spaccatura evidente anche qui: “Se non fossimo così pochi – dice un abitante – se gli abitanti e le aziende di altri comuni si unissero a noi, la pressione sarebbe tale sul governo catalano da non fargli inviare piu i soldi alla tesoreria spagnola, per tenerseli, in fondo sono nostri.”

“Non sono così sicuro – dice un altro residente. Potremmo essere oggetto di ispezioni o controlli amministrativi. Sono, comunque, contento che siamo stati i primi a fare una cosa del genere.”

A Callifa la mobitazione contro Madrid è iniziata il 16 ottobre scorso e andrà avanti fino a quando la “seynera”, la bandiera catalana, sventolerà alta in tutta la regione.