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Egitto, è ancora braccio di ferro tra Morsi e il procuratore generale Mahmoud

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Egitto, è ancora braccio di ferro tra Morsi e il procuratore generale Mahmoud

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Il presidente egiziano Morsi si è guadagnato sul campo i galloni da statista, grazie alla mediazione che ha portato al cessate il fuoco tra Israele palestinesi.

Ma il leader dei Fratelli Musulmani, se incassa la gratitudine degli Stati Uniti, deve ancora fare i conti con l’opposizione interna al suo paese, particolamente determinata a bloccare il suo disegno di modifiche legislative, destinato ad accrescere significativamente i poteri del capo dello stato.

Un suo discusso decreto stabilisce che nè l’assemblea costituente, nè il parlamento potranno essere sciolti per via giudiziaria.

Il braccio di ferro con i magistrati diventa via via più duro. Il presidente ha sospeso dalle funzioni il procuratore generale Abdel Meguid Mahmoud, da settimane sotto pressione.

L’instenza con cui il presidente cerca di liberarsi di Mahmoud ha scatenato le proteste dei giudici, che accusano il potere politico di ingerenza negli affari giudiziari.