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Difficile negoziato a Bruxelles sul bilancio Ue 2014-2020

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Difficile negoziato a Bruxelles sul bilancio Ue 2014-2020

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E’ un negoziato tutto in salita quello che inizia oggi al vertice europeo di Bruxelles sul bilancio pluriennale dell’Unione.

L’ostacolo principale proviene da Londra, come ha confermato il premier britannico David Cameron: “Non sono per niente soddisfatto – ha detto al suo arrivo – in un momento in cui stiamo facendo dolorosi tagli alla spesa nei nostri paesi, è sbagliato proporre un aumento del bilancio dell’Unione europea. Intendiamo batterci per ottenere un buon accordo per i contribuenti britannici ed europei e per difendere il rimborso alla Gran Bretagna”.

Se Cameron fa la voce grossa, però, è anche per fini interni. Le frange più euroscettiche del suo partito conservatore spingono da mesi per una posizione oltranzista nei confronti di Bruxelles.

Dagli anni Ottanta, la Gran Bretagna ottiene un rimborso annuale per i fondi comunitari non spesi. Ora la Commissione europea vorrebbe ridurre questo rimborso e al tempo stesso aumentare il bilancio 2014-2020 del 6% rispetto al periodo precedente.

Non soltanto Londra, ma anche Italia e Portogallo hanno minacciato di ricorrere al veto per bloccare un accordo, se quest’ultimo si rivelasse troppo gravoso.

Il programma multiannuale di bilancio fissa i capitoli di spesa dell’Unione per sette anni: dai fondi per la coesione a quelli strutturali, dal sostegno allo sviluppo agricolo a quello per le infrastrutture.