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BrusselsBlog: Un budget vecchio stampo, negoziati da mercanti di tappeti

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BrusselsBlog: Un budget vecchio stampo, negoziati da mercanti di tappeti

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A pochi giorni dal vertice europeo il presidente del consiglio europeo Herman Van Rompuy ha presentato una nuova proposta di bilancio per il periodo 2014-2020, ancora una volta ispirata dall’austerità, con pesanti tagli alle principali voci di spesa del bilancio europeo, agricoltura e politica strutturale.

Ne parliamo con Stefano Micossi, direttore di Assonime, associazione delle società per azioni italiana e membro del consiglio di amministrazione del CEPS.

Margherita Sforza, euronews:
Questo bilancio è favorevole a ricreare un clima positivo per la ripresa economica?

Stefano Micossi, Assonime:
“I tentativi di creare una nuova struttura di budget sono falliti. Siamo ricaduti nella stessa struttura di bilancio. Abbiamo una discussione da mercanti di tappeti.

La colpa è soprattutto della Commissione europea, che pur avendo al suo interno idee molto importanti, non ha avuto il coraggio di proporle, del parlamento europeo, soprattutto la brillantissima commissione bilancio del signor Alain Lamassoure, che dopo aver promesso sconquasso, ha “sbragato” appena richiamato dagli stati membri, e non non ha proposto assolutamente nulla. Abbiamo l’agricultura al 38% del bilancio, i fondi di coesione al 32%, risorse per la crescita un modesto 16%, ma la spesa per la ricerca è aumentata.

Margherita Sforza, euronews:
Quali sono gli elementi di novità?

Stefano Micossi, Assonime: “Di elementi di novità, ce ne sono pochi, sono essenzialmente tre: Il primo il tentativo di utilizzare ad utiizzare coefficienti penalizzanti per i paesi ricchil. Si puo’ aiutare qualcuno per un po’ di tempo, non si puo’ aiutarlo per sempre visto l’uso che ne si fa di questi soldi.

“Inoltre c‘è una nuova Connecting Europe facility, ha solo dieci miliardi ma muove la partenship pubblico privata. Si cerca di utilizzare i fondi pubblici europei come leva, invece che come forma di finanziamento diretto, coinvolgendo di piu’ i privati”

La terza novità importante è l’idea che ci sia una risorsa propria vera e non trasferita dai bilanci nazionali. Purtroppo qui l’Europa si è incastrata… ha scelto come esempio la tassa sulle transazioni finanziarie. Ha scelto la tassa sulle transazioni finanziarie perché popolare, perché la base imponibiile sta in larga parte nel Regno unito, brillantissima trovata…e perché sembra che non paghi nessuno… Questo non è vero, purtroppo. Il gettito è a rischio, perché la base puo’ sparire nel nomento di applicarla alle transazioni e se si riuscisse a cogliere questo gettito, SI colpirebbero coloro che emettono i titoli e coloro che li comprano, cioé i risparmiatori. L’idea che non paghi nessuno, è stupida”.

Margherita Sforza, euronews:
“Quali sarebbero le alternative piu’ efficaci?”

Stefano Micossi, Assonime:
La prima è una piccola surcharge sull’Iva, che abbiamo proposto insieme al collega Daniel Gross del Ceps molti anni fa. La seconda è la carbon tax, l’Europa farebbe bene ad avere la carbon tax e sarebbe la risorsa giusta per il suo bilancio, visto che la polica ambientale è tipicamente europea.

Margherita Sforza, euronews:
“Siamo ancora ostaggio delle politiche nazionali?”

Stefano Micossi, Assonime:
“Siamo ostaggio del solito giochetto percui i negoziatori vengono a Bruxelles per negoziare per 15 milioni di differenca i francesi strillano per 20 miliardi di meno in pac, deve essere uno scherzo, e poi tornano a casa e dicono che quei cattivacci di bruxelles gli hanno impedito di dargli tutti i soldi che avrebbero dovuto, il vero danno di un negoziato cosi’ è che l’immagine del’Europa peggiora e che gli opportunisti politici si fregiano a casa di una grande battaglia contro l’europa.
Ma la proposta sul tavolo è una base realista, non si potrebbe fare senza effetti traumatici quello che chiedono gli inglesi, cioé un taglio di 200 miliardi.

Margherita Sforza, euronews:
“Il Financial Times specula sulla possibilità di un bilancio europeo senza la Gran Bretagna. Quali potrebbero essere le conseguenze per la gran Bretagna e per l’Europa?

Stefano Micossi, Assonime:
“La Gran Bretagna ha rotto lo specchio quando due anni fa a Natale, disse potete fare il fiscal compact se mi consentite di negoziare sui mercati finanziari. Gli altri paesi dissero no. La Gran Bretagna sa che se rimetterà il veto rischia di fare la stessa fine. Non hanno grandissimi margini. La loro posizione “niente aumenti reali, purchè riferita agli impegni, e non ai pagamenti, è compatibile con un negoziato all’interno della proposta van rompuy. Se insistono con i tagli da 200 miliardi, ma non lo hanno detto esplicitamente, è piu’ alto un rischio di un no.
La Gran Bretagna è sull’orlo dell’uscita, puo’ uscire per incidente. la mia impressione è che l’incidente potrebbe non essere questo, ne abbiamo degli altri in vista come l’unione bancaria”.

Margherita Sforza, euronews:
“E’ una mina piu’ pericolosa?”

Stefano Micossi, Assonime:
“E’ una mina molto piu’ seria. Se si mettono fuori dall’unione bancaria si mettono fuori dal mercato della finanza e questo è una rottura maggiore”.