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Cameron attore protagonista al Vertice sul bilancio comunitario

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Cameron attore protagonista al Vertice sul bilancio comunitario

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La minaccia di un veto britannico pende sul budget comunitario dall’ultimo Summit europeo, oltre un mese fa.

Tanto che a Bruxelles si comincia a studiare l’opzione bilancio a 26: forse una tattica negoziale per mettere pressione al partner più intransigente, ma anche un segno che a forza di sentir parlare di referendum sull’uscita dall’Unione, questo scenario non è più un tabù.

Alain Lamassoure, Presidente Commissione Bilancio al Parlamento europeo:

“Gli amici inglesi, sin dal loro ingresso in Europa nel ’73, sono stati dei partner difficili, ma ci siamo abituati a lavorare insieme. Però, da alcune settimane, vediamo una Gran Bretagna diversa, che ha cambiato atteggiamento nei confronti della politica europea”.

Le linee rosse di Londra sono state fissate nelle aule del Parlamento: un budget pari a quello precedente non accontenterebbe euroscettici, opposizione e parte del suo stesso partito. Tutti a gran voce chiedono tagli, posizioni incompatibili con le proposte delle istituzioni europee.

Interpreti dell’euroscetticismo dilagante in patria, il partito Ukip di cui fa parte anche l’eurodeputato Roger Helmer:

“Ovviamente Cameron non riuscirà a ottenere un accordo per ridurre il budget, non riuscirà nemmeno a mantenerlo uguale a quello precedente. Per cui non vedo un’alternativa al veto. Se torna a casa dicendo: avevo promesso una riduzione invece il bilancio aumenterà del 2-3%, il Parlamento gli si rivolterà contro”.

“David Cameron al Vertice avrà le mani legate. Un veto blocherebbe i partner europei, un accordo diverso dalla riduzione del bilancio sarebbe contrastato dal suo stesso partito. E poi c‘è un altro pericolo per il Premier britannico: proprio come fu per Major e la Tatcher, le questioni europee potrebbero costargli la poltrona”.