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Ue, i nazionalismi rischiano di bloccare l'accordo per il bilancio 2014-2020

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Ue, i nazionalismi rischiano di bloccare l'accordo per il bilancio 2014-2020

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E’ iniziato a Bruxelles il conto alla rovescia per il prossimo summit dei Capi di Stato e di Governo, durante il quale dovrebbero essere decise le prospettive finanziarie dell’Unione per i prossimi sette anni. Mai come in questi giorni, però, il condizionale è d’obbligo.

E’ guerra di cifre tra istituzioni e Paesi europei. La Commissione Barroso ha presentato in estate una proposta di bilancio pari a poco piu di 1000 miliardi di euro. La Gran Bretagna chiede tagli per oltre 200 miliardi di euro. A mediare il Presidente del Consiglio Van Rompuy che propone tagli per 80 miliardi di euro.

Fabian Zuleeg, del think tank, European Policy Center:“Van Rompuy sta cercando di venire incontro a Paesi come Germania, Svezia, Paesi Bassi e Finlandia. Ma alcuni di questi chiedono molti altri tagli. Non credo si arriverà a un accordo”.

Per la Gran Bretagna il bilancio dei prossimi anni deve essere in linea con le attuali misure d’austerità. Per Francia, Italia e Spagna così si rischia di uccidere la ripresa economica del Vecchio Continente.

“La Gran Bretagna è obbligata a chiedere tagli altissimi” Spiega Zuleeg, che aggiunge:“E’ il Parlamento che lo chiede a Cameron. Se non ci saranno i tagli salterà l’accordo con la Camera dei Comuni. Per Londra da un punto di vista politico è meglio se non si arriva a nessun accordo”.

A due giorni dal summit l’Europa appare più che mai schiava dei nazionalismi. Una debolezza che non può permettersi in questo momento, con le piazze in rivolta e la prospettiva di un altro anno di recessione.