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A Cuba prove di dialogo tra Farc e Colombia

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A Cuba prove di dialogo tra Farc e Colombia

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I ribelli delle Forze armate rivoluzionarie hanno annunciato – alla vigilia dei negoziati con Bogotà – un cessate il fuoco unilaterale di due mesi: sospenderanno tutte le operazioni militari fino al 20 gennaio prossimo.

Ad aprile, le Farc – nel tentativo di alleggerire la pressione militare del governo – avevano anche liberato dieci agenti delle forze armate, dichiarando che non avrebbero più rapito militari colombiani.

È la terza volta che il governo e i ribelli iniziano una trattativa, ma fino ad ora senza alcun risultato.

“La pace non si ottiene per decreto – dice Enrique Tamayo, un pensionato residente a Bogotà – Fino a quando in questo Paese non si risolveranno i problemi della fame e della miseria, nulla sarà possibile. Le Farc non sono la voce del popolo”.

“Sono molto ottimista – sostiene una giovane studentessa della capitale – Penso che si possa raggiungere un accordo, anche se dicono che si tratta di dialoghi, non di negoziati. Ma è già una grande cosa avviare un dialogo. Sono molto fiduciosa e penso che possa venir fuoir qualcosa di buono”.

Sarebbero circa ottomila i guerriglieri delle Farc in attività, dispiegati nel controllo di circa 500 mila chilometri quadrati nel sud-est della Colombia. Si finanziano soprattutto attraverso i rapimenti e col traffico di droga.