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Tutankhamon in 3D. Una tomba da "toccare" e salvare dal tempo

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Tutankhamon in 3D. Una tomba da "toccare" e salvare dal tempo

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Addio bianco e nero e immagini sgranate: per i 90 anni della sua scoperta, la scienza regala alla tomba di Tutankhamon un lifting destinato a sottrarla ai segni del tempo.

Una scansione e una riproduzione in 3D l’avveniristica soluzione che l’Università svizzera di Basilea ha studiato per consegnarne all’immortalità anche il patrimonio millenario delle tombe di Nefertari e di Seti Primo.

A fornire strumenti e know-how tecnologico la spagnola Factum Arte. “La fedeltà è prossima al 97%, forse anche oltre – dice uno dei dipendenti che ha lavorato al progetto -. La tecnologia consente di evitare le trappole di soggettività e interpretazione”.

Avviato nel lontano 1988 su iniziativa egiziana, il progetto è entrato nel vivo nel 2009. Restituendo alle pareti la purezza nascosta da secoli di impurità, la scansione si è avvalsa di nuove tecnologie appositamente sviluppate per l’occasione. Da qui la possibilità, non solo di offrire al pubblico un patrimonio che sarà a breve reso inaccessibile, ma anche di regalargli nuove e finora del tutto impensabili modalità di fruizione.

“Quanto riproduciamo – spiega il manager Pedro Miro – non è soltanto l’aspetto, ma anche le sensazioni tattili. Si tratta di una stessa ed unica esperienza, a 360°”.

In omaggio ad Howard Carter che nel 1922 portò alla luce la tomba di Tutankhamon, la riproduzione in 3D troverà la sua definitiva sistemazione accanto all’abitazione dell’archeologo britannico, all’ingresso della Valle dei Re di Luxor.