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Obama in Myanmar, liberati decine di prigionieri politici

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Obama in Myanmar, liberati decine di prigionieri politici

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Barack Obama arriva in Myanmar per una visita storica. Obiettivo: sostenere le riforme politiche in corso.

Il Presidente statunitense è stato ricevuto da Aung San Suu Kyi, nella sua abitazione di Rangoon, la stessa dove la leader dell’opposizione democratica birmana ha trascorso oltre 15 anni agli arresti domiciliari.

Il Paese da un anno e mezzo ha deciso di chiudere i conti con la dittatura militare, ma i due premi Nobel per la Pace invitano a non abbassare la guardia:

“Il momento più difficile di una transizione arriva quando si pensa che il successo sia alla portata – ha spiegato San Suu Kyi – Ecco perché dobbiamo stare molto attenti a non farci illudere dal miraggio del successo. Stiamo lavorando per la vittoria del nostro popolo e per l’amicizia dei nostri due Paesi”.

Obama ha anche annunciato un prestito di 170 milioni di dollari: “Il nostro obiettivo è quello di sostenere il processo di democratizzazione – ha aggiunto il presidente Usa, il primo a visitare l’ex Birmania – Ciò include la costruzione di un governo e di istituzioni credibili, la creazione dello stato di diritto, la fine dei conflitti etnici e l’accesso all’educazione, all’assistenza sanitaria e alle opportunità economiche”.

In occasione della visita di Obama, il regime ha ordinato la liberazione di altri 66 detenuti, tra cui decine di prigionieri politici. Tra questi, alcuni nomi noti, come quello Myint Aye, leader della Rete di difesa e promozione dei diritti umani.