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Gaza, tregua lontana

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Gaza, tregua lontana

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Le truppe israeliane schierate alla frontiera di Gaza, sono pronte, in caso di offensiva terrestre.

Anche se Israele dice di voler privilegiare una soluzione diplomatica, la sicurezza della propria gente resta prioritaria. E un’offensiva terrestre potrebbe essere lanciata in ogni momento.

All’indomani dell’inizio dell’azione militare, il premier Natanyahu diceva:

Premie israeliano Netanyahu:

“Non c‘è nessuna equivalenza, nessuna corrispondenza morale tra Israele e le organizzazioni terroristiche di Gaza.
I terroristi sono responsabili di un duplice crimine, aprire il fuoco contro i civili israeliani nascondendosi dietro civili palestinesi. Ma Israele reagisce prendendo ogni precauzione evitando morti tra la popolazione”.

La situazione sul terreno resta però molto lontana.

Queste immagini riportano la memoria all’operazione piombo fuso del 2008-2009, che fece 1400 vittime tra i palestinesi.

Al sesto giorno di offensiva un centinaio le vittime palestinesi alle 14 di oggi.
Alla stessa ora, 3 i morti contati dalla controparte israeliana.

Mentre le ostilità proseguono è difficile capire il vantaggio che ambo le parti possano trarre, sembra evidente invece un possibile degenerare della situazione.

Ma nessuno è disposto a cedere per arrivare a un cessate il fuoco.

Israele chiede l’aiuto di Usa e Unione europea perché riescano a imporre una tregua.

Il leader di Hamas, Khaled Mechaal, si dice pronto alla tregua in cambio della fine del blocco dell’enclave palestinese.

Ma Hamas è sicuro di poter garantire un cessate il fuoco viste le diverse fazioni in cui è oggi diviso il movimento?

Intanto sullo sfondo della lotta di potere a Gaza e delle prossime elezioni in Israele, si continuano a aggiornare i bolettini delle vittime civili.