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Guerra a Gaza, meno turisti in Terrasanta

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Guerra a Gaza, meno turisti in Terrasanta

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Il conflitto a Gaza ha pesanti ricadute sul turismo in Cisgiordania. Gerusalemme e Betlemme, luoghi santi della Cristianità, rischiano di venir disertate per paura di un allargamento degli scontri.

Il presidente dell’associazione degli albergatori riferisce: “Negli ultimi 4 giorni non abbiamo ricevuto prenotazioni. Anzi, 5 o 6 gruppi hanno dato disdetta. Le cancellazioni interessano ormai il 40-50% delle prenotazioni per questo mese e il prossimo.”

Il dato è significativo, visto che dicembre, in particolare nel periodo natalizio, fa segnare di solito il picco delle presenze. Ma chi è già in Cisgiordania non sembra pentirsene.

“Dall’Italia, dal nostro Paese – racconta un uomo -, ci sono arrivati molti SMS e chiamate per sapere se stiamo bene. Abbiamo risposto di sì, certo. Forse la gente è più spaventata in Italia che qui.”

Il conflitto ha sfiorato Gerusalemme, quando un razzo palestinese sparato da Gaza ha raggiunto le colline accanto alla città, ma molti turisti non hanno interrotto le loro vacanze.

“Non ho paura – dichiara un visitatore -. Ero in viaggio con mia moglie, lei era un po’ preoccupata, ma la situazione sembra tranquilla, la gente continua la propria vita ed è una bella giornata.”

Il turismo è considerato il petrolio che alimenta l’economia palestinese. Se la guerra durerà a lungo, gli effetti saranno gravi anche su questo fronte.