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Gaza: gara diplomatica per una tregua

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Gaza: gara diplomatica per una tregua

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Derrate alimentari, medicinali e acqua potabile per la popolazione di Gaza: oltre cento tir carichi di aiuti umanitari sono transitati dalla frontiera israeliana di Kerem Shalom. Ma non è chiaro se si tratti di aiuti legati al conflitto in corso, o dell’assistenza ordinaria, in questo caso cumulata per compensare le giornate di blocco del valico.

L’aiuto nel quale più sperano a Gaza, però, in questi giorni è quello diplomatico: Barack Obama avalla la reazione israeliana ma cerca anche una tregua:

“Nessun Paese al mondo – ha detto il presidente americano – potrebbe tollerare una tale pioggia di missili sulla propria popolazione” . “Stiamo lavorando attivamente con tutte le parti in causa”, ha aggiunto.

Da parte sua il premier israeliano Benjamin Netanyahu, che si dice pronto a una tregua se cesseranno i missili sparati dalla Striscia di Gaza, minaccia nel contempo rappresaglie ancora più pesanti. Ma non fa nessun riferimento a un’operazione terrestre, che oltretutto avrebbe l’effetto di ridurre l’appoggio occidentale, come ha già fatto capire Londra.

In queste ore tutto ruota intorno al Cairo, dove si è tenuta una riunione dei Ministri degli Esteri della Lega Araba, che chiede la rottura delle relazioni con Israele. Al Cairo giungerà domani anche Ban Ki Moon. Martedì una delegazione della Lega Araba sarà a Gaza.