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Israele richiama 75.000 riservisti

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Israele richiama 75.000 riservisti

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Il governo israeliano ha autorizzato la mobilitazione di 75.000 riservisti con l’obiettivo di una possibile operazione di terra contro Gaza.
Finora però, solo 16.000 partecipano al conflitto. In Israele dopo il servizio militare obbligatorio di 3 anni per gli uomini e di 2 per le donne si resta parte integrante della riserva pronti ad intervenire.
Diversi sono gli indizi che fanno pensare che forse stavolta Tsahal potrebbe non fermarsi ai confini della striscia di Gaza. La maggior parte delle truppe richiamate in servizio appartiene all’arma del Genio militare e sono state chiuse le vie d’accesso terrestri al territorio palestinese.
Nel terzo giorno di operazioni a una pioggia di razzi palestinesi verso israele ha risposto Tsahal con una lunga serie di operazioni che stavolta non avrebbero fatto morti.
Fonti mediche palestinesi hanno riferito che per ora il bilancio è di una trentina di vittime. I feriti superano i 250. Israele ha avuto finora tre morti.
Un po’ di respiro ieri la popolazione civile l’ha avuto durante la breve visita del premier egiziano Kandil che è rimasto turbato dalla visita agli ospedali della città e ha lanciato duris messaggi a Tel Aviv.
La guerra intanto, continua fuori e dentro il campo palestinese. Mahmoud Abbas, presidente dell’autorità nazionale palestinese si è detto pronto alla riconciliazione con Hamas, ma ha anche avvertito che qualunque cosa succeda chiedera’ il 29 novembre all’Onu il riconoscimento della Palestina come stato-non membro. In aperta sfida all’opposizione di Israele e Stati Uniti con Obama che ha ripetuto il proprio sostegno a Israele.