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Sesso e religione. A Roma il nuovo film di P.Greenaway

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Sesso e religione. A Roma il nuovo film di P.Greenaway

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Lo scottante binomio sesso & religione è al centro di “Goltzius & the Pelican Company” il nuovo film di Peter Greenaway presentato al Festival di Roma.
Il regista inglese, con la consueta sferzante ironia, rilegge a modo suo la biografia di un tipografo olandese del tardo 500 autore di incisioni di stampe erotiche.
L’intrigo mescola tanto sesso a citazioni storiche ed artistiche.
La religione cattolica, considerata particolarmente sessuofobica, è la principale vittima del sarcasmo di Greenaway.

“Si puo’ pensare – spiega Greenaway – che la religione intenda difendere la vita, la procreazione e via dicendo. Ma lei sa come lo so io che il cristianesimo ha un vero problema con il sesso. Lo dimostrano tutte le stupidaggini della Genesi, la storia di Adamo ed Eva e via dicendo. Il film prova ad illustrare cio’. Oggi molta gente in Europa si dichiara atea e la chiesa prova a fare proseliti li dove c‘è ancora tanta superstizione”

Le scene di nudo esplicito abbondano nel film.
Per gli attori recitare in un film di Greenaway a volte è un piacere, altre un incubo come racconta Anne Louise Hassing:

“Il film è davvero speciale perchè ci sono davvero tante scene di sesso. Prima di cominciare a girare ero davvero preoccupata, poi con Peter abbiamo parlato tanto e ci siamo chiariti cosi una volta sul set, quando abbiamo cominciato a filmare tutto è andato per il meglio, mi sembrava di essere in un sogno”.
Il film presentato a Roma è il secondo capitolo di una trilogia dedicata ai pittori olandesi il ci terzo tassello sarà incentrato sulla figura di Hieronymus Bosch.