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Xi Jinping, il "principe rosso"

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Xi Jinping, il "principe rosso"

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Il 59enne Xi Jinping traghetterà la Cina nei prossimi dieci anni. Nuovo segretario del Partito Comunista cinese, da marzo diventerà anche presidente della Repubblica popolare.

Come il suo predecessore Hu Jintao, egli è espressione dell’apparato – di cui ha scalato tutte le tappe previste nella sua ambiziosa carriera politica – ma al tempo stesso è uno dei “principi rossi”, uno dei figli degli eroi della Rivoluzione, ha viaggiato molto ed è amico del vicepresidente americano Joe Biden.

Per questo alcuni analisti ritengono che sarà l’uomo delle riforme della Cina del Terzo millennio.

L’americano Sidney Rittenberg era il traduttore di Mao Tse-tung. È uno dei pochi stranieri che hanno potuto osservare da vicino i padri della Rivoluzione.

“La mia impressione su Xi Jinping è abbastanza positiva”, dichiara Rittenberg, “In primo luogo perché conoscevo suo padre molto bene. A mio parere era un’ottima persona, probabilmente il più democratico della vecchia leadership del partito”.

Il padre di Xi Jinping cade in disgrazia alla vigilia della Rivoluzione culturale. Viene imprigionato, mentre il figlio viene mandato in campagna per la “rieducazione”.

Xi Jinping vive, lavorando duramente nei campi, in una modesta abitazione troglodita, nella provincia dello Shaanxi, per sette anni.

Dopo nove rifiuti, nel 1974 riesce a fare ingresso nel Partito Comunista. L’anno dopo entra nella prestigiosa Università Tsinghua di Pechino, dove aveva studiato anche Hu Jintao.

Arrivano poi la laurea in chimica e la riabilitazione del padre. Xi diventa segretario del Partito comunista nello Zhejiang, provincia della costa orientale e punta di diamante del miracolo economico cinese.

Per la comunità internazionale Xi Jinping rappresenta ancora un enigma.

Un politico che, nel 2009 durante un viaggio in Messico, pronunciò le seguenti parole: “Ci sono alcuni stranieri annoiati, con lo stomaco pieno, che non hanno niente di meglio da fare che puntare il dito contro il nostro Paese. In primo luogo la Cina non esporta la rivoluzione; secondariamente la Cina non esporta fame e povertà; in terzo luogo la Cina non è fonte di mal di pancia per alcuno. Cosa si vuole di più?”.

Questo è anche l’uomo che vorrebbe più libero mercato in Cina, ha sposato una cantante molto famosa nel Paese e fa studiare la figlia a Harvard sotto falso nome.