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Sindacati europei uniti: qual è la loro forza?

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Sindacati europei uniti: qual è la loro forza?

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Uniti contro l’austerità. La Confederazione Europea dei Sindacati ha lanciato l’appello alla mobilitazione e una quarantina di organizzazioni sindacali di 23 Paesi ha risposto con il primo anti-austerity day, la prima giornata di protesta su scala europea contro le misure di rigore nel Vecchio continente.

“I sindacati europei affermano che le misure di austerità stanno facendo affondare l’Europa, portando alla stagnazione economica e alla recessione”, dice la nostra corrispondente da Bruxelles Marta Vivas, “Il risultato è più disuguaglianza, più disoccupazione e meno crescita”.

Quale possibilità di ascolto ha attualmente questa confederazione, che vuole rappresentare l’Europa del lavoro unita?

L’organizzazione deve infatti confrontarsi con una generale emorragia di iscritti ai sindacati, un fenomeno non solo italiano ma riscontrabile negli ultimi anni anche in Paesi storicamente con alte percentuali di adesione, come la Svezia.

C‘è poi soprattutto la questione della disparità delle remunerazioni salariali nei diversi Paesi.

La Confederazione Europea dei sindacati nasce nel 1973. Raggruppa 85 organizzazioni di 36 Paesi europei. I suoi obiettivi: avere voce sui processi decisionali in Europa, negoziare con i datori di lavoro a livello europeo e portare avanti azioni sindacali.

In passato la Confederazione ha organizzato unicamente manifestazioni simboliche a Bruxelles o in altre città sedi di vertici istituzionali.

La CGIL ha salutato il primo anti-austerity day come “l’avvio di una lotta europea di portata ampia e di lunga durata, in grado di cambiare concretamente l’agenda dei governi nazionali – a partire da quello italiano – e delle istituzioni comunitarie”.

Oltre alla CGIL, sono membri della Confederazione Europea dei Sindacati, anche CISL e UIL.