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Giornata europea antirigore: greci in prima linea

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Giornata europea antirigore: greci in prima linea

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Solidali con la protesta europea, greci in prima linea contro l’austerità.

Mezza giornata di sciopero e un’adesione resa ancora più forte dal recente sì del Parlamento ad altre misure di rigore.

Troppe, per un paese blindato e in bilico tra disoccupazione record e conti pubblici da sistemare, tra rivolta sociale e rabbia contro troika e classi dirigenti.

“Chiediamo un cambiamento in tutta Europa”, spiega Kostas Tsikrikas del sindacato dei dipendenti pubblici, “che porti a maggiori investimenti nell’economia reale, per sostenere la crescita e i posti di lavoro”.

“Solo quando tutta l’Europa e tutti i lavoratori si sveglieranno”, aggiunge il sindacalista Stavros Doumas, “saranno costretti a sedersi a un tavolo per capire qual è il problema, come mai la gente è in piazza. Ma non sembrano molto interessati a capire”.

Considerati finora il brutto anatroccolo dell’Europa, i greci in piazza denunciano: l’austerità mina il lavoro e il futuro dei nostri figli.

E chiedono “un’Europa di coesione sociale e prosperità”.