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Giappone. Muro anti tsunami davanti a una centrale atomica. Ma l'opinione pubblica non vuole la riapertura dei reattori

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Giappone. Muro anti tsunami davanti a una centrale atomica. Ma l'opinione pubblica non vuole la riapertura dei reattori

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Venti mesi dopo il disastro nucleare di Fukushima le autorità hanno disposto la costruzione di un muro anti tsunami davanti alla centrale atomica di Kashiwazaki-Kariwa, nel Giappone centro-occidentale.

I responsabili sperano di ottenere in questo modo l’autorizzazione alla riapertura. Attualmente, nel paese traumatizzato dal terremoto del marzo 2011, dei 18 impianti costruiti, solo uno è attivo, composto da 2 reattori:

“Bloccare un eventuale onda anomala è importante – dice Shiro Arai, vice direttore dell’impianto – Il nostro schema funzionerebbe anche se si verificasse uno tsunami più potente di quelli ipotizzati nei calcoli. Per evitare ciò che è successo a Fukushima”.

Ma i giapponesi non ci stanno. C‘è ormai un’opinione pubblica contraria al nucleare e pronta a mobilitarsi per impedire la riapertura delle centrali.

Il costo dell’incidente è stato valutato a 100 miliardi di euro. Il punto più sensibile è il reattore n° 4 a Daichi. Gravemente danneggiato, potrebbe crollare, in caso di nuovo sisma, con tutto il carico di scorie radioattive che contiene.