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Siria: la lotta per il potere incombe sulla minoranza curda del nordest

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Siria: la lotta per il potere incombe sulla minoranza curda del nordest

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La guerra civile siriana rischia di aprire un nuovo fronte di tensione nel nordest del Paese.

La regione, popolata dalla minoranza curda, è ricca di petrolio e in 19 mesi di scontri ha potuto conquistarsi una libertà mai concessa dal regime di Bashar al Assad.

La Turchia, però, è preoccupata che un’unità curda possa causarle ulteriori problemi di stabilità all’interno dei propri confini. In quella regione, fino all’Iraq, la foto del leader del Pkk Abdullah Ocalan, grande nemico di Ankara, è il simbolo dell’identità di una comunità:

“Vogliamo un autogoverno democratico – spiega Ardar Khalil, membro del Pyd, il partito curdo siriano – Ciò non significa che vogliamo separarci o sottrarre terre da qualsiasi paese del Medio Oriente, ma vogliamo garantire l’esistenza e i diritti al popolo curdo”.

Con l’esercito siriano e i ribelli impegnati a combattersi ad ovest, il partito curdo siriano, espressione locale del Pkk, ha approfittato del vuoto di potere per avviare corsi scolastici in curdo, aprire centri culturali e creare una milizia.

I curdi potrebbero rappresentare un fattore importante negli equilibri strategici regionali, sia che il regime di Assad sopravviva, sia che i ribelli arrivino al potere.