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Obama e Xi Jinping, sfida per la leadership mondiale

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Obama e Xi Jinping, sfida per la leadership mondiale

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Mantenere gli Stati Uniti nel ruolo di prima potenza mondiale è una delle sfide su cui il presidente appena rieletto Barak Obama si confronterà con un altro leader designato in questi giorni, il cinese Xi Jinping.

Pechino, che vanta la maggiore crescita economica del pianeta, mira ad estendere la sua influenza sia in Asia sia altrove.

La concorrenza dei prodotti a basso costo sta dando filo da torcere alle aziende americane, così come il rifiuto cinese di rivalutare lo yuan, mantenuto a un livello eccessivamente basso.

L’applicazione di sanzioni da parte della Casa Bianca non sembra possibile, perché Pechino è il maggior creditore di Washington, detenendo oltre 1200 miliardi di dollari di buoni del tesoro americani.

“Il nostro impegno per sviluppare la cooperazione tra Cina e Stati Uniti – ha dichiarato Xi Jinping – non dovrebbe mai vacillare di fronte agli sviluppi del momento”.

“Ho stabilito una task force – ha però ricordato Obama – per perseguire chi bara nel commercio internazionale. Per questo abbiamo presentato più denunce contro la Cina per violazioni delle norme del commercio di quanto la precedente amministrazione abbia fatto in due mandati. E abbiamo vinto ogni causa che abbiamo avviato.”

Sul piano militare, gli Stati Uniti non consentiranno alla Cina di impadronirsi delle isole Senkaku/Diaoyu e appoggeranno l’alleato giapponese, pur cercando di evitare uno scontro armato tra i due litiganti.

Washington ha stretto accordi militari anche con Filippine, Taiwan e Corea del Sud e avviato un avvicinamento al Vietnam, dando a Pechino l’impressione di accerchiarla.
D’altra parte, la Cina avanza sul fronte delle conquiste spaziali e starebbe conducendo una guerra informatica infiltrandosi nelle reti americane.