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Un piano d'azione per la crisi dell'auto

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Un piano d'azione per la crisi dell'auto

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Peugeot, Ford, Opel. Le fabbriche automobilistiche chiudono una dopo l’altra in Europa, il settore è un grave crisi. Con il suo nuovo piano d’azione la Commissione europea si impegna a sostenere la ripresa e accompagnare la dolorosa ristrutturazione dell’industria.

Spiega il commissario Antonio Tajani: “Ho deciso di incontrare i rappresentanti dell’industria, incontrero’ i sindacati prima della fine di novembre, e ho invitato i ministri europei dell’industria per aver una politica industriale che lavori in favore dell’auto” .
In un anno, le vendite e le immatricolazioni delle vetture nuove sono diminuite dell’11%. E’ una tendenza che continua da cinque anni. In questa fabbrica della Ford a Genk, in Belgio 4300 operai aspettano la chiusura definitiva del sito, molti sono già in cassaintegrazione. Le proposte della commissione sono accolte con riserva.

“Ogni aiuto è piu’ che benvenuto- sottolinea il sindacalista Rhonny Champagne. Ma speriamo che non si tratti solo di tante belle parole, che siano prese decisioni che possano veramente aiutare l’industria in Europa, altrimenti si temporeggia soltanto dando false speranze alla gente”.

Con una domanda interna in stallo e un’eccessiva capacità di produzione del 30% , l’industria automobilistica punta sulla ricerca e sui mercati emergenti. Bruxelles vuole sostenere gli investimenti nelle tecnologie dell’auto verde e favorire le esportazioni.
Spiega un rappresentante dell’associazione europea dei costruttori, Ivan Hodac: “Se investiamo nell’innovazione, se tagliamo gli effettivi in eccesso, è per rendere l’industria dell’auto europea piu’ competitiva in qualche modo”.

In attesa di nuovi fondi europei, la produzione si sosta da una parte all’altra delle frontiere, Ford lascerà questa fabbrica belga per andare in Spagna.