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Presidenziali: Romney ha perso

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Presidenziali: Romney ha perso

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La lunga campagna di Mitt Romney si ferma davanti alla Casa Bianca.
E’ nel dicembre 2011 che comincia la marcia alla conquista dell’elettorato repubblicano. Per prima cosa deve battersi contro gli altri pretendenti alla nomination del Grand Old Party, e per questo, diciamo cosi’ “destrizzarsi”, come sottolineato da
Tom Mann, analista al Brookings Institution:
“Era il governatore moderato del Commonwealth del Massachusetts. Era un pragmatico, con all’attivo molte cose fatte ma poi per ottenere la nomination ha dovuto diventare un altro” .

Per rafforzare la propria candidatura presso
la base ultraconservatrice repubblicana, Romney si sceglie un vice radicale,Paul Ryan, inflessibile sul deficit e demolitore dei diritti delle donne.

Nel suo passato, invece, Romney aveva difeso i diritti degli omosessuali e delle donne, proprio come gli ricordava Kasie Hunt, giornalista politica; “Ha detto di aver cambiato idea su come lavorare. E che da allora è diventato un candidato prolife e anti-aborto. E questo, naturalmente, lo ha messo in linea con l’ortodossia del Partito repubblicano”.

Altra contraddizione, l’assicurazione sanitaria. L’aveva applicata in Massachusetts per poi contrastare quella federale, del tutto simile, varata da Obama.

Mitt Romney: “Se il nostro obiettivo sono i posti di lavoro, dobbiamo smettere di spendere mille miliardi in piu’ di quanto possiamo permetterci, ogni anno. Per farlo ho intenzione di eliminare ogni programma costoso non essenziale, tra cui l’ Obamacare che voglio riformare”.

L’immagine di Romney, poi, diventa quasi impresentabile quando, si lascia scappare una frase offensiva per la metà degli americani in un fuorionda:
“Il 47 per cento sta con Obama, dipendono dal governo, credono di essere vittime. Non devo preoccuparmi di loro, non li convincerò mai “.

Ed in effetti non li ha convinti, nonostante la buona prova successiva nel primo dei faccia a faccia con Obama.