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Ohio ad Obama: "Grazie a tutti, altri 4 anni"

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Ohio ad Obama: "Grazie a tutti, altri 4 anni"

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  • Colpo di Obama in Ohio, i media: “Rieletto”
  • Camera ai Repubblicani

Per tutti i risultati in tempo reale

Ore 05.30: Romney battuto ma con più voti
I repubblicani a Boston non si rassegnano all’esito, non ancora scritto in via ufficiale, di questa tornata elettorale. Secondo le stime basate sulle previsioni il candidato Romney ha ottenuto il 51% del voto popolare, ad Obama il 48%.
 
Ore 05.30: 275 a 203
Il presidente uscente Barack Obama si aggiudicherebbe 275 grandi elettori a fronte dei 203 del candidato Mitt Romney, secondo calcoli preliminari.

Ore 05.16: Ohio ad Obama, annunciata la rielezione a presidente
I media statunitensi sulla base delle proiezioni attribuiscono la vittoria di Obama in Ohio, Stato chiave nella corsa alla rielezione. Sale la febbre dei sostenitori a Chicago, la dichiarazione del presidente uscente: “Grazie a tutti, altri 4 anni”.
 
Ore 05.00: Romney, occhi puntati sulla Florida
Vittoria dei Repubblicani in Carolina del Nord, secondo le previsioni. Ma è dall’esito del voto in Florida che dipende il duello con Barack Obama. La vittoria in questo Stato resta la garanzia per Romney di restare in corsa. Attualmente il presidente uscente conduce, a scrutinio non concluso, 244 a 203 sullo sfidante, dato accolto con un boato nel quartier generale democratico a Chicago.

Ore 04.40: Romney bloccato. Obama, sorpasso possibile
 
Con Iowa e Nevada attribuite ai democratici si assottiglia il vantaggio di Mitt Romney sul presidente uscente. Sull’inversione di tendenza pesano soprattutto le vittorie dei colori democratici in
New Hampshire, Pennsylvania, Michigan e Wisconsin. Per evitare la fuga in avanti il candidato repubblicano deve battere l’avversario nei tre Stati decisivi: Florida, Virginia, Ohio.

Ore 04.20: Voglia di festa a Chicago, mugugni a New York
 
Nel quartier generale repubblicano nella Grande Mela la notizia del vantaggio di Obama in Ohio e della vittoria in New Hampshire ha pesantemente inciso sull’umore dei sostenitori di Romney. Al contrario nella roccaforte democratica risuonano già note di festa nonostante sia chiaro resti una lotta all’ultimo voto.
 
Ore 04.00: Chiusi i seggi in Iowa, Montana, Nevada, Utah
 
Ore 03.50: Colpo di Obama in New Hampshire
 
È considerato una pedina determinante dai democratici per raggiungere quota 270 voti elettorali: il New Hampshire, piccolo Stato del nord-est, conferma la fiducia a Obama e vale al presidente uscente 4 grandi elettori.

Ore 03.40: Obama-Romney, su 20 Stati conduce Romney
 
Il presidente uscente Barack Obama può contare su 79 grandi elettori contro gli 88 dell’avversario Mitt Romney. Il vincitore in ogni Stato si aggiudica la totalità dei mandati, ad eccezione di Maine e Nebraska dove vale il conteggio proporzionale. Per essere eletto il candidato deve poter contare su 270 voti elettorali, la maggioranza assoluta su 538.  
 
Ore 03.20: Camera ai repubblicani
 
Secondo le proiezioni i repubblicani conservano la maggioranza alla Camera dei Rappresentanti, per i Democratici è ora vitale conservare la maggioranza al Senato. Dall’esito di queste elezioni dipende la nuova composizione della Camera e di un terzo del Senato, oltre al rinnovo dei governatori in 11 Stati.

Ore 03.00: chiusi i seggi in 14 Stati
 
Arkansas, Arizona, Colorado, Kansas, Luisiana, Michigan, Minnesota, Nebraska, New Mexico, New York, North Dakota, Sud Dakota, Texas, Wisconsin, Wyoming

Ore 02.40: Testa a testa in Virginia, Florida e Ohio
 
Su questi tre Stati decisivi la posizione dei due candidati è diversa: Mitt Romney deve vincere in tutti e tre per poter restare in corsa mentre Barack Obama può permettersi di vincerne anche solo uno.
 
Ore 02.00: Spoglio al 9% in Ohio, Obama al 59%
 
Dieci a otto. Vermont, Connecticut, Delaware, Washington D.C., Maryland, Massachussets, Maine, Nebraska, Illinois, Rhode Island, secondo le proiezioni sono stati vinti da Barack Obama. In Oklahoma, invece, vantaggio di Mitt Romney, che si sarebbe aggiudicato Indiana, Kentucky, Virginia dell’Ovest, Carolina del Sud oltre a Georgia, Arkansas, Tennessee.

Ore 01:30: Avanti Obama 51% a 48%

I primi exit poll fotografano il vantaggio del presidente uscente Barack Obama.

Ore 01.20: Proiezioni, Ohio equilibrio Obama-Romney

Nello Stato considerato decisivo per l’esito di queste presidenziali circa due terzi di coloro che hanno votato in anticipo avrebbero scelto Obama, lo stesso numero di elettori avrebbe preferito Romney il giorno delle elezioni.

Ore 01.00: Parità in Virginia

Secondo le proiezioni dei media statunitensi in Virginia è parita con il 49% delle preferenze per ciascun candidato. Il Vermont, che vale tre voti elettorali, sarebbe stato conquistato da Obama.

Ore 00.30: Ultima ora di voto in Ohio
 
All’una di notte ora italiana chiudono le urne in Georgia, Indiana, Kentucky, Carolina del Sud, Vermont, Virginia. All’una e trenta ora italiana le operazioni di voto si concludono in Ohio, Carolina del Nord e Virginia dell’Ovest.

Ore 23.55: exit poll preliminare, Stati chiave divisi
 
Secondo gli exit poll preliminari di Drudgereport il presidente americano Barack Obama avrebbe conquistato l’Ohio, il New Hampshire, la Pennsylvania e Nevada. Florida e North Carolina andrebbero invece al repubblicano Mitt Romney. Sono dati non ufficiali e da valutare con prudenza visto che il voto è ancora in corso. 


 
Ore 23.45: Confusione ai seggi, segnalati guasti
 
Dalla Pennsylvania alla Florida si moltiplicano le segnalazioni di problemi tecnici e organizzativi ai seggi. In particolare desta preoccupazione in Ohio la rottura degli scanner ottici che registrano il voto.
Su questo “Stato chiave“ pesa inoltre la contesa sui “provisional votes”: voti definiti provvisori poiché il controllo d’identità avviene successivamente alla scelta del candidato. Sono circa 200 mila, secondo le stime e verranno conteggiati non prima del 17 novembre, tempi che prolungano la certezza dell’esito della consultazione, come avvene nel 2000 in Florida.
 
Ore 23.25: Prevista alta affluenza
 
Milioni di americani hanno già votato seguendo l’esempio di Barack Obama, il 25 ottobre scorso. È stato particolarmente difficile gestire le operazioni di voto nel New Jersey, dopo le devastazioni dell’uragano Sandy di una settimana fa. L’appello a “fare la differenza” di entrambi i candidati sembra comunque sia stato raccolto: lunghissime le file da New York a Miami. In tutta la Florida l’affluenza alle urne è massiccia, con ore di coda sotto il sole. Diverso in Virginia, dove è il freddo a scoraggiare gli elettori di questo “Stato in bilico”, che chiude le urne all’una di notte ora italiana.
 
 
Ore 23.00: Romney e l’ultima fuga in Ohio
 
Un’elezione in 50 Stati che rischia di essere decisa da uno solo: l’Ohio. Lo sanno bene i due candidati alla presidenza degli Stati Uniti che qui hanno concentrato gli ultimi sforzi prima di attendere il verdetto delle urne. Da Columbus, Mitt Romney, ha rilanciato in extremis il tema dell’occupazione per convincere gli indecisi: “Io farò quel che Obama non ha fatto”, ha affermato, per convincere gli indecisi e prima di volare a Belmont, in Massachussets, per votare.
 
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