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Florida: voto anticipato nel caos

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Florida: voto anticipato nel caos

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“Non siamo nè a Cuba nè in Cina. Non possono succedere cose del genere”. E’ così che sfoga la sua rabbia uno degli elettori che qui, in Florida, è andato in anticipo ai seggi per mettere la scheda nell’urna. Ma molti hanno dovuto affrontare fino a 8 ore di fila e alla fine hanno votato quando ufficialmente il voto anticipato doveva essere già concluso. Alcune testimonianze:

“Sono residente qui in Florida, sono 30 anni che voto e il governatore repubblicano ha reso tutto molto difficile. E’ cominciato con le elezioni del 2000 coi voti rubati ed è andata sempre peggio”.

“Beh, hanno giocato sporco entrambe le parti per quel che posso capire. Alla fine uno si stufa. Io mi sono stufato. Ditemi solo quel che farete una volta eletti e basta”.

La Florida, Stato chiave dove sono in ballo 29 dei 270 delegati necessari per vincere le presidenziali, rivive l’incubo del 2000.

“Tecnicamente il voto anticipato si è concluso qui in Florida” dice il nostro inviato Paul Hackett. “Ma le autorità elettorali hanno trovato il modo per aggirare le restrizioni delle autorità federali. E nonostante questo, come nel 2000, i problemi ai seggi in questo Stato cruciale rischiano di tornare al centro dell’attenzione nelle presidenziali”.

Florida, Tampa: in fila per votare, Romney?

James Franey ha intervistato l’inviato speciale di Euronews Paul Hackett che si trova a Tampa, in Florida, uno degli Stati chiave.

James Franey: “Hai seguito da vicino la campagna elettorale di Mitt Romney negli ultimi giorni. I repubblicani pensano davvero che Romney abbia delle chance, che possa vincere?”

Paul Hackett: “I repubblicani con cui ho parlato pensano di farcela, di vincere in Florida. Dipenderà tutto dall’affluenza alle urne, molte persone stanno andando a votare. Dietro di me, c‘è una lunga fila. In Florida si tratta di un processo lungo e complicato, è un voto che richiede tempo e per molte persone è difficile assentarsi dal lavoro.
I repubblicani in genere escono, qualunque siano le condizioni climatiche; i democratici sono metereopatici, domani le previsioni non sono buone e questo potrebbe favorire Romney. Se pioverà, i democratici potrebbero non andare a votare, i repubblicani potrebbero vincere semplicemente grazie al brutto tempo. I repubblicani con cui ho parlato pensano che il primo dibattito sia stato decisivo. Prima di quel momento, la campagna era stata poco brillante, in pochi sapevano chi fosse Mitt Romney. Molti americani hanno visto in lui la statura di un uomo di Stato e ora in tanti lo considerano più competente del Presidente. Se questo sia sufficiente in uno Stato come la Florida è difficile dirlo. È uno Stato diviso a livello demografico, ha elettori ispanici e una grande comunità ebraica che votano democratico. Ma nessuno sa come andrà, il testa a testa è davvero troppo serrato. È veramente difficile fare una previsione.”