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Usa 2012: Obama e Romney a caccia degli indecisi

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Usa 2012: Obama e Romney a caccia degli indecisi

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Volata finale nella corsa alla presidenza statunitense: dati quasi parimerito nei sondaggi, nelle ultime ore Barack Obama e Mitt Romney moltiplicano le presenze, macinano chilometri e stati.

Vanno a caccia di quei grandi elettori che ancora non hanno scelto il proprio campo e che martedì faranno la differenza.

Il candidato democratico, in Colorado, punta tutto sul bilancio positivo della sua amministrazione:

“Nel 2008 eravamo nel bel mezzo di due guerre e della peggiore crisi economica dai tempi della Grande Depressione”, ha dichiarato Barack Obama, “Oggi le nostre aziende stanno creando quasi 5 milioni e mezzo di nuovi posti di lavoro. L’industria automobilistica americana è di nuovo al top. La guerra in Iraq è finita. La guerra in Afghanistan sta finendo, al Qaeda è in fuga, Osama Bin Laden è morto. Abbiamo fatto progressi in questi ultimi quattro anni”.

Il presidente uscente, che poco prima, in Ohio, ha incassato i fischi di un antioabortista, è dato in lieve vantaggio, a un punto di differenza dal rivale repubblicano.

E anche Romney, in Virginia, traccia il bilancio del suo operato in qualità di governatore del Massachussets: “Il presidente Obama ha promesso il cambiamento, ma non è riuscito a esprimerlo. Io non solo prometto un cambiamento, ma sono in grado di realizzarlo davvero. Malgrado fosse in corso una legislatura democratica, ho contribuito a portare il mio stato dal deficit al surplus, dalla disoccupazione alla crescita dei posti di lavoro, da tasse più alte a salari più alti. Per questo mi candido alla presidenza: so come cambiare il corso della nazione”.

Contro di lui, a Washington, è andata in scena la protesta dei Muppets. Obiettivo: salvare la televisione pubblica e il celebre canarino giallo Big Bird dai tagli promessi a Denver dai repubblicani.