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Europa in secondo piano nella politica estera Usa?


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Europa in secondo piano nella politica estera Usa?

Obama o Romney alla Casa Bianca, i rapporti transatlantici non subiranno grandi variazioni secondo diversi esperti.

L’Europa, partner storico degli Stati Uniti, ha perso il suo posto privilegiato nella politica estera di Washington? Sembrerebbe così vista l’assenza del Vecchio Continente nei dibattiti fra i candidati.

Tra i tanti lo sostiene anche presidente del think-tank Eurasia Group, Ian Bremmer. “Visto che l’Unione Europea è lo spazio economico comune più grande del mondo e che è stata e può tuttora essere problematica per l’economia statunitense, verrebbe da pensare che qualcuno abbia qualcosa da dire a proposito”, afferma Bremmer. “Invece non è stato così. E mentre gli Stati Uniti hanno molta voglia di dispensare consigli agli europei, nessuno porta il libretto degli assegni. Chiaramente, la posizione statunitense è che l’Europa debba risolvere i propri problemi da sola per cui non vedo differenze significative sull’Europa tra i due candidati”.

Secondo Ted Bromund, dell’Heritage Foundation, l’Europa ha perso il proprio valore geo-strategico per Washington, che è interessata maggiormente al Pacifico.
“Credo che l’era degli Stati Uniti concentrati sull’Europa come parte più importante del mondo sia finita, non importa se sia Mitt Romney o Barack Obama a entrare alla Casa Bianca”, sostiene Bromund. “Quella era un’epoca diversa per la politica estera statunitense. L’Europa ora vive in pace, sta perdendo la sua importanza economica nei confronti dell’Asia, e naturalmente gli Stati Uniti sono interessati alle aree dove c‘è una crisi di politica estera e dove l’economia cresce”.

Visto dall’Europa, qual è il candidato più sostenuto? Per Jay Newton-Small, giornalista di Time magazine non c‘è dubbio.
“Sarà una sfida per Romney convincere che non è George W. Bush che egli è molto diverso”, dice Newton-Small. “Sarà una sfida per lui anche convincere gli europei ad accettare che egli è più forte di Barack Obama.”

Per l’ambasciatore dell’Unione Europea a Washington, non ci saranno grandi cambiamenti nella volontà di dialogare. “Non ho dubbi che chiunque vinca le elezioni negli Stati Uniti continui a essere fortemente impegnato nelle relazioni transatlantiche”, afferma João Vale de Almeida. “Noi resteremo impegnati da parte nostra e saremo pronti a colloquiare con qualunque persona eleggano gli statunitensi”.

Paul Hackett, euronews:
“L’impressione generale qui a Washington, con poche eccezioni, è che le relazioni con l’Unione Europea siano solide. L’unica grande preoccupazione ovviamente è la crisi del debito nell’eurozona. Sia i repubblicani che i democratici sono profondamente frustrati per il fatto che gli europei non riescano a mettere ordine in casa propria più velocemente. E’ improbabile che questo punto di vista cambi, chiunque si insedi alla Casa Bianca”.

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