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Ucraina: è scontro sui presunti brogli elettorali

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Ucraina: è scontro sui presunti brogli elettorali

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Il riconteggio dei voti è un abuso. Protestano in Ucraina, davanti ad un seggio elettorale a Kiev, i sostenitori dell’alleanza della leader all’opposizione Iulia Timoshenko, ora in carcere.

Il candidato del Partito delle Regioni del presidente Ianukovich, formazione politica in testa nel resto del Paese ma non nella capitale ucraina, ha infatti ottenuto il via libera dai giudici per ripetere lo spoglio delle schede in un distretto in cui stava vincendo l’opposizione.

“Non c‘è stata alcuna pressione, abbiamo avuto elezioni eque e trasparenti”, afferma un rappresentante del Partito delle Regioni, “Se rivolgersi ad una corte vuol dire fare pressioni, non so cosa dire”.

Il candidato che si dichiara penalizzato dal riconteggio è Serhiy Teryokhin. L’ex ministro dell’Economia di Iulia Timoshenko racconta che la sua famiglia ha subito minacce da ignoti per obbligarlo a ritirare la sua candidatura:

“Mia figlia ha ricevuto una chiamata sul cellulare. Ad avere il suo numero sono solo sua madre, suo padre e alcuni compagni di scuola. Ha solo 9 anni. Uno sconosciuto le ha parlato in russo chiedendole di dire a suo padre di “stare calmo”.

Teryokhin ci mostra una pila di quelli che definisce “falsi certificati medici” di elettori che hanno chiesto di votare a casa.

Secondo il politico le loro preferenze sono state inviate per posta ai seggi elettorali, senza i dovuti accorgimenti a tutela dei contenuti delle buste. I suoi avvocati si stanno attivando per l’apertura di un’inchiesta.

Gli osservatori dell’Osce, che erano presenti durante il voto, hanno preferito non commentare. Nei giorni scorsi l’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa aveva bocciato le legislative in Ucraina, parlando di abuso di risorse pubbliche e scarsa trasparenza nella campagna elettorale.

Contro i presunti brogli alle lezioni continua intanto da quattro giorni lo sciopero della fame di Iulia Timoshenko.