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L'Africa sostiene Obama e torna a sognare

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L'Africa sostiene Obama e torna a sognare

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Come quattro anni fa, l’Africa si infiamma in coincidenza con la corsa elettorale di Barack Obama. Ma nel villaggio keniano da cui partì suo padre, i sentimenti sono diversi. E non manca chi si sente tradito dal primo presidente statunitense con radici afro-americane: molti qua avrebbero voluto poterlo ricevere, in visita.

“E’ una delusione, è originario di qua, per questo avrebbe dovuto venirci, almeno una volta, per salutare i keniani e per dimostrare che siamo ancora uniti nello spirito. Invece ci ha dimenticati, come se non fosse figlio di questa terra”.

Nel continente più povero, dove la corruzione la fa da padrone, l’influsso di Obama avrebbe potuto favorire anche un processo di riforme, come sostiene un analista economico.

La presenza di un discendente dell’emigrazione keniana, sostiene l’esperto, ha in una certa misura spinto il paese, unico nell’Africa subsahariana, a ricostituire il proprio sistema di governance.

Decisamente a sostegno del primo presidente di colore, in Ghana, un famoso cantante reggae. Già quattro anni fa Blakk Rasta aveva scritto un pezzo su Obama, diventato una hit, e ora ci riprova.