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Sembra un ascensore. Invece, questa colonna chiusa tra il minuscolo spazio che separa due edifici dell’antico ghetto di Varsavia è una casa, la casa più stretta del mondo: è larga 1 metro e 20 centimetri.
Casa Keret prende il nome dello scrittore e regista israeliano Etgar Keret che ne sarà il primo occupante e vi risiederà per tre anni. Si tratta di un alloggio davvero atipico, che si estende verticalmente e che non è adatto per famiglie numerose, come spiega il manager del progetto, Maciej Kawinski: “Abbiamo anche provato anche a starci in 7 o 8 persone. Certo stavamo molto stretti, ma non era impossibile. La casa, però, è stata concepita per ospitare al massimo due persone”.

Cucina. Bagno. Camera da letto. Non manca nulla. Nonostante questo, per la legge casa Keret non può essere classificata come un vero e proprio spazio abitativo, ma è considerata un’installazione artistica.

Kawinski ci ha abitato per alcuni giorni.
“Ci si abitua presto a vivere. La cucina è molto piccola, ma comoda. Anche se ho molti lividi in testa, perché spesso sbatto nelle mensole”.

Concepita dall’architetto Jakub Szczesny, casa Keret è un luogo creativo, dove alterneranno ospiti e artisti. L’esperimento è anche umano e servirà a dimostrare che si può vivere in un metro quadrato.

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