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Siria: l'esercito bombarda Damasco, Brahimi in Cina

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Siria: l'esercito bombarda Damasco, Brahimi in Cina

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L’esercito siriano continua a bombardare Damasco, mentre sul piano diplomatico l’inviato Onu fa pressione sulla Cina.

L’aviazione ha colpito la periferia est della capitale all’indomani del primo raid compiuto con un caccia-bombardiere. Finora il regime si era servito di elicotteri. Colpite anche alcune località sull’autostrada che collega Damasco ad Aleppo.

In quasi 20 mesi di conflitto ci sono stati 36.000 morti, 15.000 solo negli ultimi tre mesi.

Un’emergenza che ha spinto l’inviato dell’Onu, Lakhdar Brahimi, a fare pressione su Cina e Russia, i due Paesi che hanno impedito l’adozione di tre risoluzioni del consiglio di sicurezza. Dopo essere stato in missione in Russia, Brahimi ha incontrato a Pechino, il ministro degli Esteri cinese, Yang Jiechi.

L’ex capo della diplomazia algerina, che spera di convincere la Cina a togliere il veto, ha detto di augurarsi un suo ruolo attivo.

Sul fronte dei ribelli, questo filmato girato nel fine settimana mostra gli insorti spiegare la fabbricazione di esplosivi artigianali. Ma non bastano per combattere le truppe di Assad, per questo i ribelli affermano di comprare armi da agenti del regime, visto il rifiuto dei Paesi occidentali di rifornirli.