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L'eredità politica di Obama

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L'eredità politica di Obama

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Decine di migliaia di persone salutano la vittoria del candidato democratico Barack Obama. È il 5 novembre 2008. Sull’onda del grande desiderio di cambiamento, viene eletto il primo Presidente nero degli Stati Uniti; un evento storico.

“È da tempo che aspettiamo questo momento, ma stanotte, per quello che è successo in queste elezioni, adesso, è giunto il cambiamento per l’America” dichiara Obama quella sera.

L’euforia non nasconde la realtà: per il nuovo inquilino della Casa Bianca, la strada sarà in salita.

Alla fine del 2008, infatti, l’economia è in ginocchio. La crisi dei mutui subprime e il fallimento di Lehman Brothers fanno sprofondare il Paese nella recessione.
Detroit, città simbolo di una ricchezza che non c‘è più, crolla sotto il peso della crisi automobilistica: le vendite di auto sono precipitate del 40%.

Per salvare la situazione, Obama fornirà aiuti per 60 miliardi di dollari al settore. Un anno dopo, più di un milione di posti di lavoro sono salvi.

“Oggi, per la prima volta dal 2004, tutti e tre i produttori statunitensi di automobili lavorano in utile, per la prima volta in sei anni”, dice il presidente nel 2010.

All’origine della crisi economica, il mondo della finanza alla deriva. Il presidente promette un giro di vite contro gli abusi di Wall Street.

“Con le riforme che proponiamo oggi, cerchiamo di mettere in atto regole che permettano ai nostri mercati di promuovere l’innovazione e di scoraggiare atti illeciti” afferma Obama in quell’occasione.

La battaglia più dura di Obama, però, è quella della riforma della sanità, la prima dal 1965. Prevede una copertura assicurativa obbligatoria per tutti. Il provvedimento divide profondamente gli americani. I repubblicani riescono a rendere meno ambiziosa la proposta, ma non a sconfiggerla.

“Oggi, dopo quasi un secolo di tentativi e più di un anno di dibattiti, la riforma sull’assicurazione sanitaria diventa legge negli Stati Uniti d’America”, dichiara il capo della Casa Bianca.

Obama passerà anche alla storia per essere il primo presidente degli Stati Uniti favorevole ai matrimoni gay:
“Personalmente, per me è fondamentale andare avanti e affermare l’importanza del diritto di sposarsi per le coppie dello stesso sesso”.

All’inizio del suo mandato, Obama aveva firmato un provvedimento sulla parità di stipendio tra uomini e donne. La legge, detta Lilly Ledbetter, è stata solo la prima di una lunga serie di novità rivoluzionarie.