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Sandy: Obama gestisce la crisi, Romney tra aiuti e campagna

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Sandy: Obama gestisce la crisi, Romney tra aiuti e campagna

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La campagna elettorale di Barack Obama si ferma di fronte all’emergenza Sandy. Il presidente degli Stati Uniti, a una settimana dal voto, resta a Washington per coordinare le operazioni.

A complimentarsi con lui per la gestione della crisi anche il repubblicano Chris Christie, governatore del New Jersey, lo Stato più colpito, dove il capo della Casa Bianca arriverà mercoledì.

“Il mio messaggio al governo federale”, ha detto Obama da un centro della Croce Rossa nella capitale, “è niente burocrazia né lungaggini, ma inviare le risorse a chi ne ha bisogno, al più presto e per tutta la durata dell’emergenza. Perché il processo di recupero in New Jersey necessita un considerevole lasso di tempo. E anche a Lower Manhattan richiederà molto tempo”.

Sul fronte repubblicano, un sottile confine separa politica e impegno a favore dei sinistrati: in Ohio, tradizionalmente stato in bilico al momento del voto, il candidato Mitt Romney ha trasformato un comizio elettorale in un evento caritatevole per raccogliere aiuti per gli abitanti della costa est.
E mercoledì sarà in Florida per fare campagna.

“Non potremo risolvere tutti i problemi con il nostro impegno oggi”, ha affermato Romney. “Ci sono molte persone che hanno bisogno di beni di prima necessità, anche se qui abbiamo raccolto tutte queste cose. Una cosa ho imparato dalla vita, fai quello che puoi”.

Romney non ha ancora risposto alle domande della stampa statunitense che da giorni gli chiede di spiegare come vuole riformare l’agenzia per le situazioni di crisi, la Fema, cruciale in questa e altre emergenze. Occorre affidarla agli Stati o ai privati, aveva proposto in uno dei dibattiti per la nomination.